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N°48 - Messaggio di Nuccia: la natura
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Grazie, Gesù, per averci regalato Nuccia. Alleluia!

MESSAGGIO-RIFLESSIONE SULLA NATURArosa

Dovremmo tutti sentirci come tanti prati fertili, per far fiorire tante margherite,
pronti per accogliere l’amore puro, delicato. Dovremmo tutti diventare prato, per far
spuntare tanta erbetta, che diventa cibo per gli animali affamati.

Ed è per questo che io voglio
parlare con voi del grande libro della natura e, come San Francesco, dire:”Lodato sii , mio
Signore, per tante meraviglie”, e richiamare alla mente la rinascita dell’uomo a vita nuova.

O mio Signore, o mio tutto, dopo tanto grigiore, dopo tanta pioggia, ecco il sole, oggi
è una giornata splendida, luminosa, l’aria è tiepida. La primavera è arrivata e tutto intorno a
me parla di vita, mi parla di Te, o mio Signore. Sole, luce, tutto risplende. Negli alberi, che
vedo dalla mia finestra, spuntano le prime gemme, i primi germogli, e ciò che sembrava
morto riprenderà a vivere. Gli uccelli volano e cinguettano festosi ed elevano a Te, o mio
Signore, la loro lode e io mi unisco a loro. I prati si rivestono di colori e di odori.
La primavera, anche se incerta, a volte in ritardo, arriva: è sempre la lieta stagione del risveglio;
e nel tenero verde delle nuove foglie c’è per noi un segno di speranza.
Anche noi possiamo rinnovarci spiritualmente a nuova vita. E Tu, o mio Signore, che
fai nuove tutte le cose, rinnova i nostri cuori, specialmente i cuori aridi e freddi, rigenerali
nella grazia, rafforzali nella fede, ricolmali d’amore. Posso sembrare nostalgica, ma nella
mia mente c’è ancora l’eco dei canti gioiosi dei bimbi, che sentivo nei primi pomeriggi di
primavera. Essi si trovavano insieme a giocare, accompagnati dai loro nonni, dai loro papà; le
loro grida di gioia riempivano l’aria e giungevano al mio cuore e gioivo con loro e per loro.
Ora i bimbi, e anche gli anziani, sono soli; i genitori, spesso occupati per il lavoro,
li lasciano soli, e così rimangono chiusi tra le quattro mura domestiche in compagnia di mamma TV.
E non avendo più possibilità di ritrovarsi in gruppo per giocare insieme, non
sperimentano più le proprie emozioni, non esercitano la loro creatività, la loro inventiva, non
sperimentano l’amicizia, la solidarietà, perché riempiono il loro tempo e la loro solitudine con
i computer e la televisione. Ma non solo questo… Con l’aumentata diffusione degli
apparecchi televisivi nelle case, ognuno segue il proprio programma. Specialmente la sera,
quando i componenti della famiglia si potrebbero riunire per dialogare, per comunicare,
ognuno si chiude nelle proprie stanze, e così i giovani si chiudono in se stessi, soffrono e
diventano fragili e incostanti. Anche gli anziani diventano malati di solitudine.

(I giovani), subendo anche le forti pressioni della società dei consumi, sono privi e
poveri di amore e di valori. Distaccati dai problemi sociali, sono incapaci di dare un senso alla
loro vita, diventando prigionieri del “tutto e subito”, oppure sono spinti ad emarginarsi
psicologicamente e socialmente con il risultato che spesso sono spinti ad evadere e a cercare
altrove ciò che non trovano nella loro famiglia, o addirittura si suicidano.

Nonni, genitori, dateil vostro tempo ai vostri figli e ai vostri nipoti.
Non chiudetevi nelle case, non fate delle case un idolo.
Uscite, andate per i campi, ammirate e scoprite insieme la natura. Ritrovate la gioia
di incontrarvi, di colloquiare, di affrontare con serenità il rapporto, sia di coppia e sia quello
tra genitori e figli. Non ruotate tutto intorno al lavoro e allo svago, ma date importanza alla
comunione di vita. Ritrovate il tempo per rinsaldare i vostri rapporti, a ricucire certi strappi.
Recuperate quegli spazi, che una volta consentivano alla famiglia di ritrovarsi. Un tempo le
preoccupazioni del marito erano della moglie, e viceversa, così come i problemi dei figli
erano sofferti dall’intera famiglia. Non siate egoisti, non pensate solo a voi stessi, ma amate,
amate, amate i vostri figli, gli anziani, i malati e gli ultimi; amate la natura.
Sorelle e fratelli, la stagione è propizia, è tempo di uscire, di mettersi in ascolto della
voce di Dio, che viene dalla natura. Ascoltate il canto degli uccelli, la voce delle fronde, il
mormorio dei ruscelli e del mare, il soffio del vento, il gracidare delle rane, il canto delle
cicale. Tutte queste voci salgono al cielo per lodare e benedire il Signore.
Tutto deve farci
capire che il Padre ha creato per l’uomo meraviglie e per questo dobbiamo esultare di gioia,
ringraziandolo per la sua bontà, per l’abbondanza dei suoi doni.
Ricordiamo che se non lodiamo noi il Signore, lo faranno le pietre, che hanno pure una voce.

Unitevi, quindi, alla natura e, come creature di Dio, le più amate dal Padre, lodate e
benedite il Signore con semplicità, ringraziateLo per l’aria fresca e pura, per il cielo limpido e
sereno, per l’acqua preziosa e pura, per l’erba fresca, per i fiori e per i frutti, per tutto e per
tutti. Ricordate che quando il cuore si apre alla lode, si apre all’amore. L’amore rende l’animo
buono e diventa fonte inesauribile di carità. La carità è la virtù che non ha fine, perché …
tutto passa, la carità non ha fine, perché ha origine in Dio, che è Immortale. Lode e gloria al Signore.

Nuccia