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N°66 - Messaggio di Nuccia: La vita è dono
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Grazie, Gesù, per averci regalato Nuccia. Alleluia!

MESSAGGIO: LA VITA COME DONOrosa
agosto 1996

Voglio parlare della vita, di questo grande dono, che apprezzo e amo di più, dopo la
recente esperienza, vissuta nella grande sofferenza. Donarsi totalmente a Dio può provocare
anche il pianto
. Esso però ci libera da noi stessi e, poco per volta, trasforma il nostro lamento
in gioia e serenità. La nostra vita, così, si apre al sorriso e testimonia che Cristo è risorto, è
vivo e può ogni cosa. Donarsi a Dio è bere alla fonte dell’amore, da cui sgorga la vera pace.
Se la fonte, a cui beviamo, non è l’Amore del Padre, la nostra gioia non è vera, la nostra pace non è piena.

Chi dona la propria vita a Dio vive nella gioia, da gloria al Padre con la propria
testimonianza di fede e diventa “Eucaristia vivente, manifestazione dell’amore e della potenza
divina, inno di lode e di ringraziamento al Padre”per le meraviglie che Egli compie in noi.
Sono questi i gemiti inesprimibili, che lo Spirito fa nascere in noi, per glorificare Dio, per
dimostrare che Egli sceglie ciò che nel mondo è debole, per manifestare la sua forza.

Coloro che vivono nella fede del Figlio, fanno della sofferenza “esperienza della
presenza di Dio” e per questo esultano di gioia: credono nel buon Pastore che ha cura delle
sue pecorelle e le conduce per mano verso pascoli verdi. Sanno che Gesù si china
continuamente su di loro, soffre e gioisce con loro, versa su di essi il vino della speranza, e li
unge con l’olio della consolazione, perché li ama di amore eterno: ha dato la vita per loro.
Il cuore che gioisce di tutto questo nella sofferenza diventa, per grazia di Dio,
“fonte di acqua viva”, l’acqua della grazia che guarisce, l’acqua che zampilla e disseta.

A questo cuore, divenuto per grazia di Dio fonte perenne d’acqua viva, il Signore
comanda: “ Va, dunque, e ammaestra, annuncia ai fratelli il mio Amore, di’ loro che solo nel
mio nome c’è la Salvezza. Va e non temere, perché Io sarò con te, fino alla fine dei giorni,
anche se non mi riuscirai a vedere con gli occhi della carne.” Gesù è con te, sempre.
Quando, perciò, ci sentiamo affaticati e stanchi, deboli ed oppressi, ricordiamo questo
comando di Dio e siamo credenti. Così facendo, viviamo questa Parola: “Non pensi tu che
queste cose dovevano accadere”? E il Signore si farà certamente incontrare e riconoscere
nello spezzare il pane dell’afflizione, della solitudine e della tribolazione. Chiediamo allo
Spirito la forza di salire e restare sulla nostra croce, come fece Gesù… su quella croce.
Egli non ci farà vivere per noi stessi ma per Lui.
Allora diremo con Paolo: “non sono più io avivere, ma Cristo vive in me”.

Ed ora preghiamo tutti insieme:
“Ti ringraziamo, Padre, per averci dato la vita! Ti
ringraziamo per aver mandato Tuo Figlio per darci una vita nuova, dopo che abbiamo perduto
la tua grazia. Ti ringraziamo, Gesù, fonte della vita, per essere venuto in mezzo a noi, per aver
sofferto e per essere morto, perché noi riavessimo di nuovo la vita eterna. Ti ringraziamo,
Spirito Santo, per il dono della luce e del grande Amore, che dà senso alla nostra vita. Ti
ringraziamo, Signore, perché sei sempre in mezzo a noi. O Signore, donaci la tua gioia,
perché noi pure possiamo donarla sempre agli altri. Amen”.


A te, Federico, portatore di speranza e di luce, il Signore ti benedica.

Nuccia